Trieste, Visintin in Procura: «Non risponde»
Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, si è avvalso della facoltà di non rispondere in Procura, a quasi cinque anni dalla scomparsa della moglie a…
Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, è stato convocato in Procura a Trieste il 2 ottobre scorso per essere interrogato dalla sostituta procuratrice Ilaria Iozzi, che coordina le indagini sull'omicidio della donna. Alla presenza dei suoi legali, Visintin si è avvalso della facoltà di non rispondere [1].
Il caso risale al dicembre 2021, quando Liliana scomparve dalla sua abitazione a Trieste. Il suo corpo fu trovato il 5 gennaio 2022 in un boschetto dell’ex ospedale psichiatrico, poco distante da casa. Da allora, Visintin è indagato per omicidio, ma la verità sulle circostanze della morte rimane avvolta nel mistero.
In passato, Visintin era stato ascoltato come persona offesa, non come indagato. Nel 2022, aveva risposto alle domande dell’allora pubblico ministero Maddalena Chergia, in un'udienza alla quale era presente l’ex procuratore Antonio De Nicolo [2]. Questa volta, invece, ha scelto di non rispondere, esercitando un diritto previsto dalla legge.
La Procura sta ancora analizzando elementi cruciali: consulenze sui telefoni e sulla GoPro, nonché la testimonianza dell’albergatrice Jasmina Zivkovic. I risultati di queste indagini non sono ancora stati resi noti [1]. Gli atti saranno depositati solo alla conclusione delle indagini, quando potranno essere consultati dalle parti.
A quasi cinque anni dalla scomparsa, l’inchiesta non si è ancora conclusa. I fatti emergenti non chiariscono le dinamiche precise del decesso, né la responsabilità di Visintin, che resta sotto indagine.
Cosa succede ora? Gli accertamenti in corso potrebbero cambiare il corso dell’inchiesta. La Procura non ha ancora comunicato un’eventuale decisione sull’archiviazione o il passaggio a giudizio. La notizia è stata riportata da ANSA e Leggo.
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.




