Milano, paura in metro: proteste al Ghetto di Roma contro l'Anpi
Tensioni al Ghetto ebraico di Roma durante la cerimonia per l'anniversario del rastrellamento: una delegazione dell'Anpi è stata insultata e cacciata da…
Tensioni accese al Ghetto ebraico di Roma durante la cerimonia commemorativa del rastrellamento degli ebrei del 1943. Una delegazione dell'Anpi è stata bersaglio di urla e insulti da parte di alcuni componenti della comunità romana. "Ve ne dovete andare", "fuori, fuori", "vergognatevi" hanno gridato alcuni presenti, secondo quanto riportato dalla presidente dell'Anpi di Roma, Marina Pierlorenzi [1].
La presidente ha descritto l'episodio come un attacco diretto: "Siamo stati attaccati. Non vogliono l'Anpi, dicendoci che siamo pro pal e che non possiamo stare in questa piazza". L'Anpi, che ha partecipato a eventi simili in passato, è stata oggetto di proteste anche nei giorni scorsi, quando il presidente della comunità ebraica romana, Victor Fladlun, aveva chiesto esplicitamente di non partecipare [1].
Il gesto ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni hanno condannato le urla come un affronto al ricordo storico, altri hanno sottolineato la complessità delle memorie collettive in un luogo simbolo della Shoah. La questione riguarda non solo la presenza di un'associazione di partigiani, ma anche il dibattito più ampio sul ruolo delle istituzioni nel ricordo della Resistenza e della persecuzione.
Cosa succede ora? L'Anpi ha annunciato che valuterà la situazione e potrebbe decidere di non partecipare a future cerimonie se le condizioni non cambieranno. Il Comune di Roma ha dichiarato di monitorare la situazione, senza però intervenire direttamente. Il dibattito si è allargato anche su piattaforme social, dove si discute sulle modalità di commemorazione e sul rispetto delle diverse sensibilità storiche. La notizia è stata riportata da ANSA.
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.
- ANSA: Tensioni al Ghetto ebraico a Roma, insulti e urla contro l'Anpi
Ne parlano anche: Il Fatto Quotidiano




