Andrea Sempio: «Non scrivo più diari, ho paura delle perquisizioni»
Andrea Sempio, indagato nell'omicidio di Chiara Poggi, parla per la prima volta dopo anni: paura delle perquisizioni, sogno di una famiglia, e smentita…
Andrea Sempio, indagato nell'inchiesta della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007 a Garlasco, ha rilasciato un'intervista esclusiva a «Dentro la notizia» su Canale 5. Il 38enne ha dichiarato di non scrivere più diari, dopo che i suoi manoscritti sono stati sequestrati e utilizzati come elementi di accusa [1].
«Al momento no, anche per paura. Abbiamo già subito due perquisizioni, ho paura possano venire di nuovo a casa», ha ammesso, spiegando che la paura dell'arresto è costante dal primo giorno, ma non è legata a un peso sulla coscienza [2].
Sul tema dell'impronta di scarpa, ormai simbolo dell'inchiesta, Sempio ha ribadito: «Quando avevo intorno ai 17-18 anni, già avevo il 44. Per noi non è assolutamente un 44 e potrebbe addirittura essere un po' più piccola del 42, come è sempre stato ritenuto» [2].
La difesa, guidata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha depositato un'istanza per il reintegro nel fascicolo di 81 intercettazioni considerate «non rilevanti» dalla Procura. Secondo i legali, queste registrazioni potrebbero chiarire il significato dei soliloqui dell'indagato, che spesso avvenivano dopo aver ascoltato podcast o visto trasmissioni televisive [1].
Sempio ha parlato anche del futuro: «È un po' una cosa che sogno, però poi, ovviamente, c'è tutto un percorso per arrivarci. Al momento non riesco neanche a immaginarmi ad avere una frequentazione, perché anche qualora io dovessi essere prosciolto, ci sarà sicuramente una parte di persone che diranno 'ecco l'assassino che se l'è cavata'» [2].
La prossima fase del processo dipenderà dal riesame delle intercettazioni e dall'eventuale accoglimento della richiesta della difesa. La notizia è stata riportata da Leggo e Today.it.
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.




