Milano: proteste di giovani contro scuola e governo
Oltre 5000 persone, tra giovani e giovanissimi, hanno invaso le strade di Milano per manifestare contro razzismo, scuola e governo, provocando scontri e…
Milano si è svegliata con le strade ancora coperte di detriti e gas lacrimogeni dopo due giorni di proteste che hanno coinvolto oltre 5000 persone. Il centro sociale Cantiere, storico punto di aggregazione per giovani e giovanissimi, ha diffuso un comunicato virale su social network: «Le città sono nostre. Le scuole sono nostre. E gli unici stranieri sono i razzisti e i fascisti» [1].
Il messaggio, firmato con «Le monde est à Nous», è stato scritto in risposta agli scontri di venerdì e sabato, quando forze dell’ordine hanno usato cariche e gas per disperdere le manifestazioni. Secondo il comunicato, tra i fermati ci sono «alcuni dei nostri compagni», arrestati per la stessa rabbia che anima tutta la generazione [1].
Il Cantiere ha criticato con forza il sistema educativo e politico: «Gli unici criminali sono seduti sui banchi del Governo, non su quelli di scuola» [1]. L’organizzazione ha descritto la scuola come luogo di lotta e di comunità, non di esclusione, sottolineando che «a scuola non ci sono stranieri, solo compagni».
Le proteste sono nate in risposta a diverse tensioni sociali: profilazione razziale, crisi del sistema scolastico e dissenso verso le politiche governative. Il centro sociale ha chiuso con un appello: «Liberi tutti. Subito» [1].
Le forze dell’ordine non hanno commentato direttamente il comunicato, ma hanno confermato l’arresto di alcuni partecipanti durante le manifestazioni. Al momento non sono stati resi noti i nomi dei fermati.
La situazione rimane in evoluzione. Il Cantiere ha annunciato nuove iniziative in programma nei prossimi giorni. La notizia è stata riportata da ANSA.
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.
- ANSA: Centro sociale Milano, chi si stupisce delle città in rivolta è cieco




