Genova, operai ex Ilva occupano la Prefettura: «Dormiamo qui»
Alcuni operai dell’ex Ilva di Genova Cornigliano hanno occupato la Prefettura, chiedendo garanzie sul futuro produttivo dello stabilimento dopo tre giorni di…
Alcuni operai dell’ex Ilva di Genova Cornigliano hanno occupato la Prefettura, facendo irruzione dall’atrio del presidio di largo Eros Lanfranco dopo tre giorni di mobilitazione. Decine di lavoratori si sono seduti nell’atrio e al secondo piano, battendo i caschi e gridando «l’Ilva di Genova non si chiude» [1]. L’intenzione è dormire all’interno dell’edificio, in segno di protesta per l’assenza di risposte dal governo sulla continuità produttiva.
La mobilitazione, che coinvolge anche operai di Ansaldo Energia, ha portato a blocchi stradali e a un interruzione temporanea dell’accesso all’area partenze dell’aeroporto Cristoforo Colombo, con disagi sulla A10 [1]. Il corteo ha poi raggiunto piazza de Ferrari, dove è stato lanciato un appello all’esecutivo nazionale. Presenti il governatore Bucci, la sindaca Salis e la Curia, ma i manifestanti hanno sottolineato l’assenza di interventi concreti da parte di Roma.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un intervento alla Camera, ha annunciato un sostegno di circa 41 milioni di euro per garantire la produzione e ha confermato che i commissari straordinari sono stati incaricati di acquistare materiali sul mercato per evitare fermi [2]. Ha anche spiegato che, anche se l’area nord potrebbe essere separata da quella di Taranto, nessuno ha ancora presentato una proposta per lo stabilimento genovese.
Nonostante gli annunci, i sindacati non si sono arresi. Alessandro Pagano della Cgil di Genova ha chiesto il ritiro della comunicazione dei commissari che prevede un fermo produttivo e ha chiesto un piano che garantisca i posti di lavoro. La Fiom-Cgil nazionale ha ribadito che la mobilitazione continuerà finché non ci saranno certezze operative [2].
La decisione della Cassazione, attesa il 20 ottobre, potrebbe influenzare il destino dello stabilimento di Taranto e, di conseguenza, anche quello di Cornigliano, dato che le forniture sono interconnesse. I lavoratori non vogliono più aspettare: «Non possiamo seguire i tempi del governo», hanno detto [1]. La notizia è stata riportata da Sky TG24 e Today.it.
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.




