Nobel per la Medicina 2026: assegnato il premio ai pionieri dell'optogenetica
Il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per i loro studi sull'optogenetica.
Il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2026 è stato conferito a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel. I tre scienziati sono stati riconosciuti per aver gettato le basi dell'optogenetica, una disciplina innovativa che combina genetica e ottica per esplorare il comportamento delle cellule [1]. Questa scoperta rivoluzionaria permette di studiare i meccanismi alla base del funzionamento del cervello con una precisione senza precedenti [2].
L'annuncio è stato dato dal Karolinska Institutet di Stoccolma, come riportato da Today.it [2]. I tre vincitori si divideranno un premio di 12 milioni di corone svedesi, pari a circa 1,065 milioni di euro [1]. Il segretario generale dell'Assemblea dei Nobel, Thomas Perlman, ha sottolineato l'importanza delle loro scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e sull'optogenetica.
Hegemann e Nagel sono stati i primi a scoprire la canalorodopsina (channelrhodopsin), una proteina unica trovata in un'alga unicellulare. Hanno notato che, indipendentemente dal tipo di cellula in cui veniva inserita, questa proteina rendeva le cellule sensibili alla luce [1]. Questo ha aperto la strada al lavoro di Deisseroth, che ha introdotto il gene della canalorodopsina nelle cellule nervose dei ratti.
Illuminando queste cellule con luce blu, Deisseroth è riuscito ad attivare un segnale nervoso. Successivamente, ha applicato con successo questo metodo per controllare i segnali nervosi nel cervello di topi vivi. Questo approccio è ora conosciuto come optogenetica e ha avuto un impatto globale nel campo delle neuroscienze [1].
Grazie all'optogenetica, i ricercatori possono identificare i circuiti neurali che regolano specifici ricordi, emozioni e comportamenti legati a patologie neurologiche e psichiatriche. A livello clinico, questa metodologia viene impiegata, ad esempio, per tentare di ripristinare la vista in persone con deficit visivi [1].
Karl Deisseroth, nato a Boston nel 1971, è uno dei più giovani vincitori del Nobel, avendo 54 anni. È professore di Bioingegneria e Psichiatria alla Stanford University e all'Howard Hughes Medical Institute [1]. Peter Hegemann, nato nel 1954 in Germania, è professore di Neuroscienze all'università Humboldt di Berlino. Georg Nagel, nato nel 1953 in Germania, insegna Fisiologia molecolare delle piante e Biofisica all'università di Würzburg, e ha condotto le ricerche premiate all'Istituto Max Planck di Biofisica a Francoforte.
Il premio di quest'anno aggiunge un nuovo capitolo alla storia dei Nobel, seguendo le orme di illustri scienziati italiani come Camillo Golgi, Daniel Bovet, Salvatore Luria, Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini e Mario Renato Capecchi, che hanno contribuito significativamente alla medicina [1].
Fonti
Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.




