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Istat: allarme tasse, pressione fiscale al 43,5% con meno risparmi per le famiglie

L'Istat rivela che la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5%, mentre il potere d'acquisto delle famiglie diminuisce e la propensione al risparmio crolla.

Istat: allarme tasse, pressione fiscale al 43,5% con meno risparmi per le famiglie
Foto: via ANSA

Brutte notizie per le tasche degli italiani: la pressione fiscale è salita al 43,5% nel secondo trimestre del 2026, segnando un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. A rivelarlo è l'Istat, che dipinge un quadro preoccupante per l'economia domestica [1].

Nonostante un leggero incremento dello 0,4% nel reddito disponibile delle famiglie rispetto al trimestre precedente, i consumi sono cresciuti ben di più, registrando un +1,7%. Questa forbice indica una difficoltà crescente per i cittadini a far fronte alle spese quotidiane [1].

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici ha subito un brusco calo, attestandosi al 6,7%. Si tratta di una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, un segnale chiaro delle difficoltà a mettere da parte denaro [1].

Il potere d'acquisto delle famiglie ha registrato una flessione dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, influenzato da un aumento dell'1,4% del deflatore implicito dei consumi. In pratica, i soldi valgono meno e le famiglie possono comprare meno beni e servizi [1].

La situazione attuale, come riportato dall'ANSA, evidenzia una crescente difficoltà per i cittadini a gestire le proprie finanze, con un aumento del peso delle tasse e una riduzione della capacità di risparmio, mentre l'inflazione erode il valore dei salari [1].

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Fonti

Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.

  1. ANSA: Istat, pressione fiscale aumenta al 43,5%, cala propensione al risparmio

Ne parlano anche: Il Messaggero

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