20 ottobre 2026 BreakingNowItalia English
Di tendenzaBorsa italiana in rialzo: Unipol e Enel guidano il rally
Tecnologia

Occhiali smart Anko, è bufera privacy in Australia: rischio spionaggio per gli utenti

L'Australia apre un'inchiesta sugli occhiali smart Anko per la raccolta di dati personali. Il timore è che le informazioni degli utenti non siano protette.

Occhiali smart Anko, è bufera privacy in Australia: rischio spionaggio per gli utenti
Foto: via ANSA

Una vera e propria bufera si è abbattuta in Australia sugli occhiali smart di basso costo a marchio Anko, prodotti in Cina dalla Shenzhen Qingchen. La Commissione australiana per l'informazione ha infatti avviato un'inchiesta sulla raccolta e conservazione di dati personali da parte di questi dispositivi, equipaggiati con l'applicazione HeyCyan [1].

Carly Kind, commissaria per la protezione della vita privata, ha espresso serie preoccupazioni. Secondo quanto riportato dall'ANSA, la Shenzhen Qingchen non ha risposto alle richieste preliminari della Commissione, lasciando dubbi sulla protezione dei dati personali degli australiani, come richiesto dal Privacy Act. Questo silenzio, ha aggiunto la Kind, solleva interrogativi sulle pratiche e i sistemi dell'azienda per salvaguardare le informazioni [1].

La commissaria ha anche lanciato un monito ai commercianti, esortandoli alla prudenza e a valutare l'opportunità di continuare a vendere questi dispositivi, visti i rischi specifici identificati riguardo all'applicazione HeyCyan [1].

Gli occhiali smart in questione sono in grado di scattare foto, registrare video, inviare messaggi, tradurre testi e persino interagire con chatbot basati sull'intelligenza artificiale [1].

Il tema della privacy legato a questi dispositivi non è nuovo. In diversi Paesi sono state sollevate preoccupazioni per le minacce alla vita privata, in particolare per la possibilità di filmare persone senza consenso e pubblicare i contenuti online. Il governo norvegese, ad esempio, ha dichiarato l'intenzione di sospendere l'uso di tali occhiali in alcuni spazi pubblici. In Francia, il gruppo e-Enfance, che si occupa della difesa dei minori, ha ricevuto una ventina di segnalazioni di donne filmate senza il loro consenso, spesso con occhiali Meta [1].

La vicenda australiana evidenzia ancora una volta la necessità di maggiore trasparenza e sicurezza nella gestione dei dati personali da parte delle aziende che producono dispositivi smart, soprattutto quando si tratta di tecnologie così invasive.

occhiali smart privacy anko australia inchiesta tecnologia

Fonti

Questo articolo si basa sulle notizie riportate dalle testate qui sotto.

  1. ANSA: Inchiesta in Australia sugli occhiali smart Anko, rischi per la privacy

Leggi anche