Milano, annullata la condanna a Ilaria Salis: «Difetto di contraddittorio»
La Corte d'Appello di Milano ha annullato la condanna a Ilaria Salis per un difetto di contraddittorio, aprendo la strada a un nuovo procedimento davanti al…
La Corte d'Appello di Milano, sezione lavoro, ha stabilito la nullità della sentenza emessa in primo grado che aveva condannato la parlamentare europea di Avs Ilaria Salis al pagamento di un compenso mensile superiore ai 300 mila euro a due suoi ex assistenti, Valentina Dadda e François Gelmetti [1].
Il provvedimento era stato emesso dopo una causa promossa dai due ex collaboratori, che sostenevano di essere stati licenziati senza giustificazione. Tuttavia, i giudici superiori hanno rilevato un vizio di procedura: non era stato instaurato un vero contraddittorio, compromettendo il diritto di difesa.
Gli avvocati dell'europarlamentare avevano sollevato questa eccezione, e la Corte d'Appello ha accolto la richiesta. Il provvedimento è stato trasmesso alle parti poco fa, e il caso torna ora davanti al Tribunale per un riesame completo.
La decisione ha suscitato interesse per il suo rilievo giuridico e politico, in quanto riguarda una europarlamentare e si basa su un errore formale, non su un giudizio sul merito della causa.
Ilaria Salis non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Il procedimento è ora in corso di rinnovamento, con la possibilità che la sentenza finale sia diversa rispetto a quella annullata.
La notizia è stata diffusa da ANSA, che ha reso noto l’esito del ricorso [1].
Fonti
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